"i Volti Di Padova" Ai Musei Civici Eremitani
Dal 19/5 al 4/11, in mostra le opere di Fulvio Pendini.
Padova celebra Fulvio Pendini nel centenario della nascita. E\' l’occasione sia per ricordare, approfondire e riscoprire un artista che per mezzo secolo è stato protagonista della scena culturale cittadina e nazionale, che per ripercorrere gli anni cruciali compresi tra le mostre sindacali degli anni trenta e lo scoppio delle neo-avanguardie degli anni sessanta.
La sua attività si colloca tra gli episodi salienti dello scenario artistico cittadino del secolo scorso: il cantiere del Novecento al Bo, voluto dal rettore Carlo Anti e diretto da Gio Ponti, e l’attività del Gruppo N, esponente di punta dei movimenti ottico-cinetici nei primi anni sessanta. Tra queste due polarità scorrono solo tre decenni ma, in realtà, si dipana la vicenda artistica di una città che affonda da un lato nel mito della classicità (accordata alla vocazione umanistica patavina e risvegliata dalla riscoperta del Mantegna ad opera di Giuseppe Fiocco) e dall’altro si spinge sul bordo della contemporaneità più sperimentale collegandosi con Milano e Düsseldorf.
La biografia di Fulvio Pendini si situa tra questi due momenti, incarnando la figura ideale di un artista che si è dedicato per tutta la vita alla pittura partendo da un distillato e parco classicismo neo-giottesco sulla scia del primo Oppi, per poi adottare e sviluppare una linea di primitivismo novecentista incentrata sull’animazione di feste popolari entro scenari di piazze e cortili, per approdare infine alla rappresentazione stilizzata di matrice medioevale di Padova e di altre città venete, ma anche emiliane, toscane, spagnole e algerine.
Tuttavia, pur se il tema figurativo è dominante, nelle opere di Pendini si avverte subito come l’interesse principale sia rivolto ai valori compositivi, ai rapporti cromatici, alle dinamiche lineari. Questa disposizione a cogliere la natura espressiva delle forme pittoriche in quanto tali lo porta, nella seconda metà degli anni quaranta e negli anni cinquanta, a sperimentare le vie delle avanguardie storiche filtrate dalla lezione del Fronte Nuovo delle Arti.
E’ la stagione felice delle nature morte con scorci di cucine, stufe, strumenti musicali, ceste e gabbie d’uccelli. Una speciale sensibilità cromatica lo porta a smorzare l’impronta neocubista, privilegiando il gioco dei tagli e la disposizione delle pezzature. Se nel cantiere novecentista del Bo sono stati Gio Ponti (con il quale collabora nell’affrescare la scala del rettorato) e Gino Severini le figure di riferimento, nell’immediato dopoguerra sarà piuttosto Giuseppe Santomaso tra gli artisti del Fronte Nuovo a influenzarne la ricerca.
Il percorso espositivo e l’ordinamento del catalogo seguiranno l’evoluzione della pittura di Pendini soffermandosi sulle variazioni stilistiche e tematiche.
L’artista fu presente alle mostre sindacali interprovinciali di Ca’ Pesaro negli anni trenta, a sei edizioni della Biennale dal 1940 al 1954, alle Biennali d’Arte Triveneta degli anni cinquanta e sessanta e a molti premi e concorsi nazionali. Sue opere si trovano in musei nazionali e in importanti raccolte come la collezione Gori e quella del Quirinale.
La produzione di Pendini è costituita soprattutto da oli di diverse dimensioni e da affreschi o grandi pannelli decorativi realizzati sia per privati che per pubbliche istituzioni. Le sue numerose imprese decorative l’hanno reso l’ideale continuatore della tradizione “murale” patavina che lo stesso Anti intendeva riproporre e valorizzare con gli interventi all’università.
Fulvio Pendini fu anche figura di riferimento per la comunità degli artisti padovani: fu tra i fondatori dei gruppi “Il Bastione” e “Il Coccodrillo”, nonché animatore e segretario della Mostra Triveneta d’Arte contribuendo in modo determinante alla sua rinascita post-bellica.
L’esposizione presenterà più di cento opere che illustrano il percorso di Pendini, mettendo in luce l’inclinazione più lirica e sperimentale, assai poco conosciuta, dell’artista e la sua attività di decoratore di spazi architettonici interni ed esterni, oltre alla vasta produzione a soggetto sacro disseminata nelle chiese del territorio.
Con il contributo di Banca Aletti (private bank del Gruppo Banco Popolare di Verona e Novara)
19 maggio - 4 novembre 2007
Orario: tutto l\'anno 09:00 - 19:00
Chiusura: tutti i lunedì non festivi.
Biglietti: intero (mostra e Museo) euro 10,00; cumulativo (mostra, musei e cappella degli Scrovegni) euro 12,00; ridotto euro 8.00, ridotto speciale euro 5.00; gratuito bambini fino ai 6 anni, disabili.
Visite guidate: max 25 persone euro 70,00; scolaresche euro 50,00
ImmaginArte – tel. e fax .049 8719255, info@immaginarte.pd.it
MUSEI CIVICI AGLI EREMITANI
Piazza Eremitani 8
Padova
Infoline 0498204551
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