Ecco quali sono le pizzerie preferite in Italia di 20 chef famosi (e perché)

Pubblicato il 1 marzo 2024 alle 12:20

Ecco quali sono le pizzerie preferite in Italia di 20 chef famosi (e perché)

Da provare in tutta Italia grazie alla nuova guida “Pizza & Cocktail” di Identità Golose.

Una nuova guida è sempre una gioia, se consultabile gratuitamente online dal sito www.identitagolose.it, ancora meglio. Si tratta di “Pizza & Cocktail” di Identità Golose dove, tra le tante interessanti segnalazioni, ci sono anche quelle di 20 grandi chef in fatto di pizza. Perchè, sì, anche chi fa della cucina d’autore la propria cifra identificativa a volte ha voglia di mangiare solo, si fa per dire, una pizza e birretta. La formula, nella sua seplicità, fa sorridere alla vita a tutti. 


E sono ben 94 i collaboratori che hanno redatto le schede relative alle pizzerie insieme a 20 noti chef che hanno indicato la loro "pizzeria del cuore". Siamo andati a scoprirle e tra nomi noti, ci sono anche tante sorprese. 


Marco Ambrosino, Santa Maradona
Lo chef di Sustanza Marco Ambrosino, originario di Procida, consiglia la pizzeria Santa Maradona di Napoli: «Si trova ai Quartieri Spagnoli ed è molto accogliente, come dev’essere una pizzeria di quartiere. Oltre che da turisti – che vengono in questa zona per ammirare il celebre "murale di Maradona" – la pizzeria è il ritrovo di tanti napoletani, che la scelgono per l’impasto tradizionale, gli ingredienti di qualità utilizzati nel topping e per i fritti, che meritano una menzione particolare».

Cristina Bowerman, 180grammi
La chef di Glass Hostaria a Roma consiglia, nella Capitale, la celebre 180grammi: «Qui, la pizza è considerata una vera e propria opera d'arte culinaria. Gli ingredienti scelti con cura e l'attenzione ai particolari rendono ogni realizzazione davvero speciale».

Salvatore Camedda, Re|Mi
La pizzeria Re|Mi di Sassari (finita anche tra le rivelazioni dell'anno) è consigliata dallo chef del Somu Salvatore Camedda: «mi piace molto per la filosofia che ha sviluppato in questi anni. A cominciare dalla voglia di rivisitare i grandi classici tra i lievitati italiani in maniera però assolutamente personale».

Moreno Cedroni, Nero Caffè
Sceglie di premiare il ricordo, Moreno Cedroni, quello della sua Senigallia: «abbiamo pensato a quella pizza che inizi a mangiare da bambino, almeno per quello che riguarda la nostra generazione: la pizza al taglio».

Accursio Craparo, MoVivì
Lo chef una stella Michelin dal 2017 a Modica Accursio Craparo nomina una pizzeria del suo paese: «Tra tutte le pizzerie dal taglio contemporaneo che - pur più timidamente rispetto ad altre zone della Sicilia e d’Italia - sono nate negli ultimi anni nel Sud Est dell’Isola, questa è sicuramente quella che ha fatto meno clamore, eppure quella che mi convince maggiormente per la costanza e la serietà del lavoro sugli impasti e l’essenziale qualità della selezione degli ingredienti».

Davide Di Fabio, Big Ben
Lo chef di Dalla Gioconda a Gabicce Monte (Pesaro) consiglia questa pizzeria di Urbania: «cuociono pizze realizzate con ingredienti 100% marchigiani, a partire dalla farina (del Molino Mariani) al fiordilatte, al pomodoro eccetera. Alcuni di questi prodotti sono vere e proprie eccellenze».

Enzo Di Pasquale, Impastatori Pompetti
Lo chef classe 1985, che tre anni fa ha lanciato il suo Aprudia, consiglia la pizzeria di Francesco Pompetti a Roseto degli Abruzzi. «Lui riesce a ottenere sempre il miglior risultato possibile, e non parlo “solo” della pizza, ma anche dei grandi lievitati, quelli di solito appannaggio dei pasticceri».

Anthony Genovese, Seu Pizza Illuminati
Anthony Genovese, chef de Il Pagliaccio, due stelle dal 2009, consiglia la pizzeria romana di Pier Daniele Seu: «La mia stima va, per senso d’appartenenza e affetto personale alla mia città, a chi raggiunge l’eccellenza nella nostra Capitale, qualsiasi sia l’ambizione e il settore. In Seu Pizza Illuminati riconosco questo traguardo».

Alberto Gipponi, Inedito
Alberto Gipponi, dal suo Dina a Gussago (Brescia), ha selezionato per la nuova guida di Identità Golose Inedito a Brescia. «Qui si trovano solo pizze tonde, con un impasto esclusivo originato da un blend di farine integrali e semi-integrali. Leitmotiv: semplicità e (tanto) gusto».

Gianluca Gorini, La Gatta Mangiona
La pizzeria scelta da Gianluca Gorini, chef del ristorante DaGorini di Bagno di Romagna (Forlì-Cesena), è La Gatta Mangiona: «locale storico di Roma, è riferimento assoluto per chi si trova in città. Vi si può gustare un'ottima pizza, che possiamo definire di stampo "tradizionale": impasto soffice, cornicione non troppo pronunciato, lunga lievitazione e una piccola percentuale di farina integrale»

Paolo Griffa, iSaulle
Paolo Griffa, chef-patron del Caffè Nazionale di Aosta, ci fa scoprire la pizzeria iSaulle di Quart (AO): «La pizza - in stile napoletano - è realizzata a regola d'arte nel grande forno a legna, dal piano rotante in pietra; gli impasti sono a lunga lievitazione; gli ingredienti d'eccellenza».

Ariel Hagen, Giotto
Ariel Hagen, a capo dei fornelli del Saporium di Borgo Santo Pietro, a Chiusdino, provincia di Siena, suggerisce la pizzeria fiorentina Giotto: «Marco Manzi si è posto una missione: fare di un piatto popolare come la pizza una vera esperienza sensoriale. Il tramite è l'alta qualità delle materie prime che impiega e il suo tocco ulteriore, da costruttore del gusto».

Maicol Izzo, Nanninella
Lo chef di Piazzetta Milù a Castellamare di Stabia (Napoli), due stelle Michelin dal 2024, Maicol Izzo, propone la pizzeria di Poggiomarino (NA) Nanninella. «Raffaele Boccia è un ragazzo innamorato del proprio lavoro. Io l’ho conosciuto da poco, sono andato un paio di volte a mangiare alla sua Nanninella e sono rimasto colpito, mi sono trovato benissimo».

Michelangelo Mammoliti, Fuoritempo
Michelangelo Mammoliti, chef de La Rei Natura del Boscareto Resort, a Serralunga d'Alba, nomina la pizzeria Fuoritempo di Canale. «Fuori Tempo è una pizzeria curata in tutti i dettagli. A partire dagli arredi, in cui spiccano i tanti orologi appesi alle pareti, fino all’esperienza gastronomica, di eccellente qualità grazie al lavoro di ricerca di Davide Di Bilio».

Enrico Marmo, Senese
Lo chef dei Balzi Rossi di Ventimiglia (Imperia) sceglie di raccontare la pizzeria Senese di Sanremo. «Da Giovanni Senese mi piace andare per mangiare una napoletana contemporanea, ben fatta».

Chiara Pavan, Berberè
Chiara Pavan, chef di Venissa a Mazzorbo (Venezia), consiglia il locale veronese di Berberè pizza. «In un ambiente informale, vivace e con un servizio molto giovane, vengono servite ottime pizze cotte in forno rotante elettrico a vista».

Nino Rossi, Bob Alchimia a Spicchi
Nino Rossi, giovane chef del Qafiz di Villa Rossi, azienda agricola e dimora storica di famiglia, propone questa pizzeria a Montepaone, in provincia di Catanzaro. «Sin da quando si varca la soglia di Bob Alchimia a Spicchi, si capisce subito di essere in un luogo “diverso”: non una delle tante pizzerie macinaclienti, ma un locale – che pure di coperti ne fa parecchi - dove già l’accoglienza risulta cordiale e il servizio professionale, soprattutto molto attento a spiegare il lavoro dello chef pizzaiolo Roberto “Bob” Davanzo».

Stefano Sforza, Balik
Lo chef di Opera a Torino sceglie Balik, «non è solo l’insegna che preferisco quando ho voglia di una pizza gourmet, ma è anche il nome del metodo di preparazione del salmone affumicato tradizionalmente usato alla corte dello Zar di Russia e rimasto segreto fino a oggi».

Arcangelo Tinari, La Sorgente
Lo chef di Villa Maiella a Guardiagrele (Chieti) ci fa conoscere La Sorgente, pizzeria di Guardiagrele (Chieti). «Arcangelo Zulli da anni porta avanti un lavoro eccellente, sia per l’estrema selezione della materia prima del territorio, che lui usa e conosce a menadito, sia per l’aspetto più squisitamente tecnico».

Antonio Zaccardi, Dama
Lo chef del ristorante Pashà di Conversano (Bari) propone Dama, pizzeria che si trova nello stesso paese del suo locale: «io penso alla pizza come a un veloce comfort food da condividere con la famiglia o gli amici; penso alla pizzeria come un luogo semplice dove gustare un prodotto altrettanto semplice seppur ben eseguito, insomma senza troppi frizzi e lazzi».

I premi Maestri della Pizza sono andati…

A Simone Padoan - I Tigli, San Bonifacio (Verona), Enzo Coccia - La Notizia 53 e La Notizia 94, Napoli, e a Franco Pepe - Pepe in Grani, Caiazzo (Caserta). 

Le rivelazioni dell'anno per la pizzerie

Sono Sandro Cubeddu del RE|MI di Sassari, Simone Nicolosi di Biga a Milano e Roberto Ferrone di Al 384 a Roma.


Foto dalla pagina Facebook di RE|MI di Sassari
 

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scritto da:

Maggie Ferrari

I miei ricci parlano per me. Scatenata e bizzarra la notte, frenetica e in carriera di giorno. Toglietemi tutto ma non i miei apericena in centro e la malinconia del weekend, quando mi manca Milano.

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