Come riconoscere un ristorante perfetto: ce lo dicono tre imprenditori della ristorazione in Puglia

Pubblicato il 24 novembre 2022

Come riconoscere un ristorante perfetto: ce lo dicono tre imprenditori della ristorazione in Puglia

Che sia il tuo primo zoppicante appuntamento, una cena con quei colleghi diversamente simpatici che vorresti fossero trasferiti nella sede di Timbuctù o il raduno tra ex compagni di liceo che hai cercato di sabotare in ogni modo, l'importante è che il locale in cui tutto ciò si consumerà sia perfetto. Perché, miei cari, se questa piccola serata tragicomica ci vedrà con la bocca piena di cibo sublime, gli occhi estasiati da impiattamenti raffinati e in un ambiente dal design accogliente con spiccata personalità, anche la peggiore comitiva potrà trasformarsi in quella cricca di amiconi ideale per far serate ad oltranza. "Oh, ma lo sai che non ti ci facevo così? Sei simpatico, invece in ufficio ti prenderei a schiaffi", più o meno queste le opinioni che i commensali balbetteranno già tra l'antipasto e il primo, mentre sorseggeranno il brioso calice di un corposo primitivo pronto a donar loro la famigerata ridarella contagiosa. Nella mia esperienza da golosa pugliese, nonché filosofa di banchetti al ristorante, pasti gourmet al bistrot, cenette in osteria con l'orecchietta e la cima di rapa tra le fauci e pizzate goliardiche a prova di dignità, ho capito di vivere in una Regione, anzi, in una Nazione, in cui la magia di questi luoghi è data da un connubio perfetto di sostanza, forma e anima.

La sostanza


Per i filosofi greci la sostanza è "ciò che sta sotto", che fonda e regge il tutto. Mi sono chiesta allora quale azienda potesse essere materia, porre le basi, sostanziare e costruire locali da urlo, ma sempre cuciti sulla pelle dei titolari e nel rispetto di ogni singola esigenza dell'ospite. Ed è esattamente quello che fa l'azienda Zingrillo, nata cento anni fa a Barletta e specializzata nella proposta e creazione di arredamenti, attrezzature e allestimenti per pubblici esercizi nel settore alimentare e dell'accoglienza. Ho chiesto a Domenico Zingrillo quali fossero i primi elementi strutturali che non possono mancare per la realizzazione di un bar, una gastronomia o una pasticceria impeccabile; mi ha spiegato che "la prima cosa a cui pensare è l'igiene e soprattutto l'immagine di igiene che un ristorante deve dare". Perciò, "è necessario avere bagni in perfette condizioni, laboratorio e cucina a vista con la mise degli operatori esterni e interni in perfetto stato, tavoli non troppo vicini uno rispetto all'altro per fare in modo che sia rispettata la giusta privacy dei clienti, oltre chiaramente all'utilizzo di prodotti di altissima qualità". Domenico mi ha poi raccontato come la sua impresa offra "una progettazione preventiva condivisa e sartoriale che permette di utilizzare al meglio gli spazi esterni e interni dei locali, condividendo in simbiosi con il cliente e i suoi tecnici il disegno degli ambienti fin dalla fase embrionale e garantendo un'assistenza tecnica tempestiva per qualsiasi tipo di intervento precedente, contingente o successivo alla realizzazione". Questo perché è fondamentale per il successo di un ristorante che "i titolari inseriscano all'interno della loro squadra di lavoro dei tecnici progettisti, architetti e ingegneri di eccellente professionalità che li guidino da un punto di vista strutturale ed estetico, perché nulla va lasciato al caso".
Zingrillo. Via Trani, 231/B - Barletta. Tel: 0883334622

La forma


Aristotele credeva che la forma fosse ciò che ci fa "concepire le differenze tra gli esseri", la linea pura che caratterizza qualcosa e le dà un quid, l'unicità. Ieri, come oggi, è indubbio che gran parte della buona riuscita di una realtà commerciale sia dovuta all'estetica, ai dettagli, al modo in cui si presenta l'intero team che porta avanti un progetto. La stessa cosa accade nel mondo della ristorazione, dove la scelta di una determinata divisa per la brigata influisce sul ritorno di un cliente tra quelle mura. Tobia De Candia, fondatore e amministratore unico dell'azienda Cosmobrand, nata 15 anni fa a Molfetta, mi ha fatto capire quanto la creazione di un abbigliamento da lavoro interamente customizzato contribuisca a diffondere tra gli imprenditori e i clienti la cultura del bello. E non solo. "La scelta dell'uniforme influisce sul lavorare meglio – sottolinea Tobia - e ovviamente si ripercuote sul successo finale di chi lavora. Capi confortevoli, leggeri, perché nelle cucine anche d'inverno le temperature sono alte. Poi sotto l'aspetto estetico, noi interpretiamo la vestizione del personale come un'estensione della personalità del locale. Ogni posto ha la sua indole così come ogni titolare ha la sua individualità che viene comunicata tramite l'arredamento, il tovagliato e le divise della brigata. Questo aspetto, assieme al look del ristorante, al servizio, alla buona cucina e al sorriso del personale, è ciò che fa decidere a una persona se tornare o meno". Stando all'ideatore della Cosmobrand, "l'essere coordinati è un aspetto fondamentale, perché entrare in un locale e vedere della biancheria da tavola bellissima e molto raffinata, un arredamento ricercato e poi scorgere camerieri con t-shirt stilisticamente diverse e di colori differenti, dà l'impressione che vi sia qualcosa di stonato e non in linea con l'idea di bellezza". La missione di quest'azienda è "proprio quella di combattere questa disarmonia, organizzando visite nel locale per capire e vedere com'è fatto, dialogare con i titolari, cogliere i loro gusti, decidere insieme abbinamenti, colori, linee, offrire tutti i servizi da veri e propri consulenti d'immagine".
Cosmobrand. Via Luigi Gambardella, 20 - Molfetta (BA). Tel: 0803973572

L'anima


L'anima è intesa dai padri greci come quel "soffio vitale" che spira e regala sempre nuova linfa all'organismo in cui si spande. Ecco, ciò che vivifica e fa pulsare al giusto ritmo qualsiasi locale nell'ambito gastronomico è in assoluto la qualità delle materie prime e l'eticità dei prodotti. Il cibo è lo spirito guida di un ristorante e se poi nella carta vi è la continua ricerca di un equilibrio tra piatti della tradizione e cucina innovativa, quel luogo è già vincente. Me l'ha confermato Cosimo Facchini, il proprietario di un'azienda leader nel settore con sede a Terlizzi che fa da tramite tra imprese enogastronomiche di grandissimo prestigio e una clientela di ristoratori e consumatori innamorati del cibo dai sapori più autentici. Facchini Group, nata come universo di distribuzione ho.re.ca, ovvero di collegamento tra il produttore di nicchia e l'esercente, ha da qualche tempo inaugurato Amor Cibi, uno showroom in cui è possibile assaggiare, degustare e acquistare chicche regionali, nazionali ed esotiche degne di palati sopraffini. Ho chiesto proprio a Cosimo, in quanto creatore di una società che rifornisce le dispense dei migliori ristoranti di pasta, formaggi, vino, birra, carpacci, salumi, a tanti altri prodotti sempre accuratamente selezionati, cosa non deve mancare tra gli scaffali o nel menu in modo che i nostri sensi possano godere al di là di d'ogni immaginazione. "Il segreto del successo sta proprio nella genuinità e nella scelta di prodotti che seguono i principi della buona e sana alimentazione, sempre con un occhio attento al corretto rapporto qualità prezzo". Una risposta chiara e senza fronzoli, verace. Perché il buon cibo è esattamente così, è di una semplicità disarmante ed è collante tra sostanza e forma. E senza l'anima, si sa, non c'è storia che tenga. 
Amor Cibi by Facchini Group. Via Diaz, 75/g - Terlizzi (BA). Tel: 0803340592


Foto di copertina: Nick Hillier su Unsplash

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Giuliana Vendola

Murgiana classe ’94. Laureata in Scienze Filosofiche, bioetica, etica ed antropologia, scrivo per Il Quotidiano Italiano. Presto sempre attenzione ai miei luoghi, ai loro odori e sapori, al loro irrompente domandare. Quando ero bambina mia madre mi propose un corso di nuoto, io le mostrai le mie sgangherate poesie. Lei capì che ci avrebbe pensato la scrittura ad aumentare la mia capacità polmonare.

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