Una serra a Venezia e la sua bellissima caffetteria per l'educazione ambientale

Pubblicato il 6 maggio 2022

Una serra a Venezia e la sua bellissima caffetteria per l'educazione ambientale

Alvise Saoner, giovane e venezianissimo originario di Sant’Elena, si occupa della caffetteria della Serra dei Giardini, in gestione alla Cooperativa Nonsoloverde. L’abbiamo intervistato per farci raccontare la sua Serra.

Ciao Alvise, ci racconti qualcosa della Serra? Com’è nata questa realtà?

Dopo un periodo di disuso la Serra è stata restaurata dal Comune di Venezia, e dal 2010 ce l’ha in gestione la Cooperativa Nonsoloverde. Lo scopo è quello di avvicinare il vicinato, con la serra prima e poi con la caffetteria. Pensa che solo l’anno prima, nel 2009 credo, passeggiavo qui nel viale con un amico e vedendo la serra pensai ad alta voce: “Qui ci starebbe proprio bene un bar!”. E nulla, poi un bar è stato aperto davvero e c’ero io a lavorarci.

Che cosa caratterizza di più la caffetteria?

Il punto forte del locale sono più che altro la location e il contesto, ma coerentemente con Nonsoloverde abbiamo deciso di proporre un offerta legata al biologico, al km 0 e al prodotto artigianale. Quindi le bibite biologiche, gli aperitivi con la frutta fresca e le birre artigianali sono una scelta abbastanza naturale e ovvia. Sai, non so se hai mai visto la serie TV “I delitti del Bar Lume”. In una puntata un cliente chiede una Coca Cola e gli viene portato un chinotto. Vogliamo essere un’alternativa bio. La nostra specialità sono le torte salate, anche perché sono una cosa che in giro per locali a Venezia non si trova quasi mai.

Hai parlato di Nonsoloverde. Di cosa si occupa la cooperativa e che attività realizza qui in serra?

Nonsoloverde ha sede a Marghera e si occupa della manutenzione del verde, di educazione ambientale e di reinserimento lavorativo. Qui in Serra organizza diversi eventi ricreativi di botanica e corsi per le scuole in cui si racconta la storia di Venezia legata al verde. E lo fa molto bene. Per esempio, di recente sono stati realizzati laboratori sulle erbe aromatiche in cui i bambini hanno creato un sale aromatico, e per i più adulti una giornata dedicata alle Tillandsie, delle piante con una notevole capacità di assorbire sostanze nocive presenti nell’aria.

E in merito alla caffetteria che eventi avete fatto in passato? Vorresti fare qualcosa di nuovo?

Guarda, abbiamo fatto veramente tanto. Eventi di danza, tango, la festa di primavera, vernici per l’apertura della Biennale, concerti, presentazioni teatrali, addirittura lirica, e anche la festa al Redentore. Sinceramente non saprei cosa inventarmi di nuovo.

Però mi sembri soddisfatto…

Sì, molto. Diciamo che forse al momento vorrei stare tranquillo con la mia bambina piccola. Vorrei ripartire con le serate musicali, lì è bello perché la serra diventa come un palcoscenico con il pubblico che assiste da fuori nel giardino, e poi l’estate tornerà anche il carretto vintage dei gelati. Ma l’augurio più che altro è di tornare come a prima del Covid. Penso che ci vorrà quest’anno e poi un altro ancora.

Com’è stato il rapporto con la clientela in questi anni?

All’inizio era frequentato soprattutto da turisti stranieri, di veneziani ne venivano pochi, anche perché molti non ci conoscevano. Adesso invece abbiamo anche un bel nucleo di locali, ma il posto piace particolarmente agli studenti in Erasmus. Con loro avevamo anche organizzato una serata in cui ognuno di loro portava qualcosa da mangiare dal proprio Paese.

Serra dei Giardini
Via Garibaldi, 1254 - Venezia
Tel:  0412960360.
 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Damiano Fantuz

Amo la musica alternativa e trovo che negli anni Ottanta tutto fosse più bello. E amo Venezia e le sue osterie. Forse quello che mi piacerebbe di più sarebbe frequentare quelle stesse osterie, ma negli anni Ottanta

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