Un locale storico del centro città, proprio a due passi dal Prato della Valle e dalle più belle e affollate vie di Padova.


Ma anche un cambio di gestione, una ventata di freschezza e di esperienza che grazie al ritorno di Stefano Mocellin nella “sua” Padova, permette alla città tutta di godere di un po’ di lustro, riconoscenza e rispetto per chi il mondo della ristorazione non solo continua a viverlo, ma continua a farlo proprio qui tra le vie della città.
 
Un giro per il Mondo destinazione casa

Stefano Mocellin è lo Chef e il titolare del ristorante patavino al Padovanino, storico locale che ora grazie alla sua innovativa gestione ha la possibilità di vivere sotto una nuova luminosa luce. Una scelta importante quella del suo titolare, che sceglie di rientrare a Padova – lui, padovano d’origine era partito per nuovi lidi già in giovanissima età – e decide di farlo in maniera rumorosa, fragrante, decisa e senza indugio alcuno.

Un ritorno verso casa questo, che rispecchia l’amore e la passione dello stesso Mocellin per le sue origini, il suo attaccamento con la famiglia e la radici che qui si trovano non solo nel menù, ma anche negli stessi arredi del locale.

Londra, Milano, poi ancora Milano, piccola fermata in Valle d’Aosta e subito dritto a casa di Renzo Rosso – patron di Diesel – per il quale è stato Chef personale.
 
La cucina emotiva: la massima espressione di Chef Mocellin

Non ama raccontarla la sua cucina, anche se incalzato Chef Mocellin riesce sempre a trovare le giuste parole per raccontare il gusto dei suoi sapori. Dimentichiamo allora la cucina "innovativa" e quella "rivisitata" per parlare di una cucina emotiva, che nasce dall’amore di Stefano Mocellin per questo lavoro, per gli ingredienti, ma anche le sue origini e tutto ciò che è stato e che esplode nell’emozione che i suoi clienti provano gustando un piatto che “non deve riempire la pancia” ma che chiariamolo subito: è sostanzioso!

Ne esce un menù ricco, dove la carta regala la possibilità di conoscere lo Chef, ma i menù degustazione consentono di entrare nel suo mondo o meglio ancora, quasi nella sua vita. C’è il menù degustazione dedicato a Venezia – con piatti principalmente di pesce – c’è il menù degustazione dedicato all’amata Milano – con prevalenza di carne – e c’è infine il menù “a mano libera”, un percorso costruito partendo dalle richieste del cliente e sviluppato da Chef Mocellin, che sceglierà i piatti dei menù che meglio si prestano.
 
Una cucina “tailor made” by Stefano Mocellin

Al Padovanino la cosa forse più incredibile è l’infinita varietà di piatti e acostamenti, colori e possibilità resi possibibili da Chef e brigata e da Giuseppe Brusamato, il sommelier. Qui infatti, i diversi menù degustazione sono all’80% pensati ad hoc, non contengono quindi se non in minima parte, piatti che si trovano in altri menù o nella carta.

Difficile raccontarli questi menù, va però detto che Stefano Mocellin si è portato dall’esperienza milanese due grandi passioni: quella per i risotti e quella per la cottura alla brace (con l’uso del kamado) che qui al Padovanino utilizza per moltissime preparazioni, dalle ostriche fino al “LO spaghetto al pomodoro”, passando addirittura per un consigliatissimo americano affumicato. Un vanto sicuramente, quello di essere uno dei pochi fine dining ad utilizzare il kamado per ben l'80% dei piatti (in preparazione o in finitura), una pratica al quale Chef Mocellin è molto legato tanto da aver oggi - ad un solo anno dall'apertura - ben due kamado a disposizione. Una cosa questa, che lo distingue sicuramente dai colleghi della città di Padova!
 
La cucina, richiede fiducia…

La massima espressione, la “gettata emozionale”, un interno percorso degustazione frutto del momento, dei prodotti disponibili, dell’estro e della passione dello Chef che, come un pittore, improvvisa al momento cucendo sul cliente un menù unico, dedicato e interamente realizzato dallo stesso Mocellin. Si chiama “Extremis” ed è il punto più alto di fiducia cuoco-cliente che qui non può far altro che fidarsi e sperare che lo Chef dica “si”. Non è infatti un menù presente sempre, richiede una prenotazione (caldamente consigliata), ma la sua presenza dipende da molteplici fattori, insomma, non va mai dato per scontato e prevede l’obbligo di un abbinamento vini.
 
Un anno dall’apertura, al Padovanino rilancia con “Il Piccolo Padovanino”

Questa l’offerta più fresca e smart, un momento pensato per l’apericena (in vero stile milanese) durante la stagione estiva che sul plateatico esterno da la possibilità di gustare qualche cocktail – l’americano affumicato in primis – assaggiare dei finger food, ostriche con il sorbetto comprese, e di chiudere il momento con un piatto caldo interamente scelto dallo Chef che ruota quasi settimanalmente.
 
Stefano Mocellin al Padovanino
Via Santa Chiara, 1 - Padova
Tel. 3756197434
 

Foto di Leonard Regazzo per Stefano Mocellin al Padovanino

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