La pizzeria-bistrot che ti fa sentire a casa fra arte e goliardia

Pubblicato il 6 ottobre 2022

La pizzeria-bistrot che ti fa sentire a casa fra arte e goliardia

Ci sono persone che cercano la Luna. E altre che non la vogliono mica, come cantava Fiordaliso. A molti, infatti, basta sentirsi a casa anche quando si è altrove. Magari in una pizzeria-bistrot di Sant'Ambrogio, uno dei quartieri più calorosi di Firenze. Un locale, come Malborghetto, dove si passa il tempo a giocare a battaglia navale, a "tuffarsi" nei quadri o nelle insalatone di Alessandra Galardi o a scambiar confidenze con il fratello Riccardo, artista degli impasti. Magari sorseggiando un sorprendente calice di un'azienda vinicola che riscopre uve abbandonate o una birra artigianale affumicata. Alessandra e Riccardo ci raccontano il piccolo mondo antico di Malborghetto.

Prima, però, si può avere una puccia?
R: Non è una puccia.

È una focaccia? Una pizza?
A: Non esattamente.

Un "panizza", un "pizzanino"?
R: Chiamiamolo: il panino di Malborghetto. Chi lo conosce, sa di cosa parliamo. Chi non lo conosce, si incuriosisce.


Panino a parte: Malborghetto cos'è?
A: Possiamo definirlo un ibrido fra una pizzeria e un bistrot. Un locale che o si odia o si ama, per quanto secondo noi sia decisamente più facile amarlo.

Colpisce già dall'esterno, con la finestrella per l'asporto: com'è nata l'idea?
A: E' un richiamo all'antica "buchetta" e dà l'idea del camioncino dello street food. Questa è una zona universitaria, del resto, dove la serata è itinerante.
R: Prima del Covid, del resto, eravamo la terza o quarta tappa di uno studente che va dall'aperitivo al post cena.


Cos'è che fa star bene, qui da voi?
A: Malborghetto ha un'atmosfera calda che non si trova tanto in giro. Qui si può giocare a carte, a battaglia navale. O semplicemente venire di là a sfogarsi nel cosiddetto “confessionale”.
R: Un locale dove ci si abbraccia e ci si “schiaffeggia”, amichevolmente, e dove sono tutti uguali.

Un posto dove tutti possono sentirsi a proprio agio, insomma?
A: E' un posto che ha un'anima e la fa percepire. Pensa che sono venute persone dall'India, consigliate da ospiti che erano stati da noi un anno e mezzo fa.


Quanto rappresenta Riccardo e quanto Alessandra, questo arredamento urban/minimal che ammicca all'arte?
A: Diciamo che rappresenta entrambi. La lavagnetta con la scritta “Ho visto la Madonna” è un'idea di Riccardo e rappresenta sia un richiamo ad "Amici miei", sia un riferimento a un pezzo d'arte presente presente nel locale.
R: Alessandra è sempre stata nel mondo dell'arte, ha fatto per 25 anni l'assistente di un artista prima di entrare in società con me. Ha anche dipinto e partecipato a mostre.
A: Nei miei quadri, alcuni dei quali presenti qui, c'è questo gioco di equilibrio fra l'individuo e la natura. Racconto i segni dell'uomo sul territorio, anche con simboli rupestri: un dio, la fertilità, la mano dell'uomo. L'individuo è stilizzato e la differenza fra uomo e donna si palesa solo dal bacino in giù. Le persone sono individuate nella loro semplicità e si muovo all'interno del quadro.

Se dico “Icchè c'è oggi?”, cosa significa?
R: Significa che qui ogni giorno si trovano solo prodotti freschi e non abbattuti o surgelati. “Icchè c'è oggi?” è il nostro motto, diventato familiare anche ai clienti, una certificazione di freschezza e qualità. E se arrivi tardi e qualcosa è finito, puoi consolarti pensando che, si, quella è l'ennesima conferma di come lavoriamo.


Pizzeria Caffe' Bistrot Malborghetto
Indirizzo: Via dei Macci, 76/R - Firenze
Telefono: 3388538262
 

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scritto da:

Antonino Palumbo

Giornalista, food photographer, buongustaio. Lucano biodinamico in purezza, vinificato in Calabria e imbottigliato per lunghi anni in Puglia. Qui, da reporter d'assalto, si evolve in reporter d'assaggio. Next step: Firenze, Toscana. Per stapparla assieme a voi.

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