Non solo un progetto, non solo un locale; ma la storia di giovani che non restano a guardare!

Pubblicato il 21 giugno 2022

Non solo un progetto, non solo un locale; ma la storia di giovani che non restano a guardare!

Giotto forse doveva averlo già capito molti anni fa, l’importanza del sapersi rilassare di fronte ad un intero “cielo stellato”. Neanche a dirlo però, farlo sorseggiando un ottimo whisky con la compagnia degli amici di sempre alla Cappella degli Scrovegni non era possibile, ecco perché è arrivato Gate – Cafè, Bistrot & Cocktail in, neanche a dirlo, Via Giotto.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Mattia Scibetta, il titolare del locale, e il suo team di lavoro al completo: chef Marco Amdouni, Emanuela Benfatto e la collega Maddalena Faggion per il mondo della caffetteria ed Elisa Lucano e Carlo Barbuto per quello di grafica e comunicazione.
 
Allora Mattia, partiamo da te perché è da te che inizia questo grandissimo lavoro di ricerca, studio e progettualità che poi confluisce in Gate. Ce lo racconti?

Mattia: Beh siamo finalmente riusciti ad aprire al pubblico il 12 marzo, dopo ben due anni di durissimo lavoro, attese e tanti ritardi causati dal duro momento pandemico che abbiamo tutti vissuto. Non è stato semplice lo devo ammettere, ancora non mi sembra vero oggi di essere qui a parlarne al passato ma è stata una grande soddisfazione. Nella difficoltà però devo essere sincero, qualche aspetto positivo sono riuscito a trovarlo ed ha a che fare sull’unione che abbiamo in questo gruppo di lavoro, un gruppo che ha creduto nel progetto fin dall’inizio e che letteralmente ha aspettato due anni per farne parte. Un tempo poi, che ci è servito anche per pensare, studiare, progettare e provare.
 
Un locale aperto dalle 7.30 del mattino fino a tardissima serata: la volontà qui sembra essere quella di rispondere a ciascuna esigenza del cliente, sbaglio?

Mattia: Assolutamente no. Diciamo che ho cercato di strutturare il locale pensando a ciò che io stesso vorrei se fossi il cliente, e devo dire che sono molto soddisfatto di quello che ne è uscito. Anche a livello estetico il lavoro è stato molto impegnativo, per fortuna ho avuto l’aiuto e l’appoggio del mio socio nonché architetto del locale Simone Michelotto. Non solo rispondere alle esigenze del cliente però, desidero anche che la cosa sia fatta nella migliore delle possibilità e questo sarebbe nulla senza la passione, ecco perché qui la passione è l’unica cosa che ho cercato nei miei colleghi; sì, colleghi non dipendenti perché dietro quel bancone siamo tutti al pari.
 
Mi sembra di capire che si dia una grandissima importanza alla persona, ancora prima che al locale e ai suoi prodotti

Mattia: Certo, il locale senza di me e senza di loro sarebbe un involucro vuoto. Siamo noi con le nostre passioni, capacità e grandi esperienze a fare la differenza per il cliente e anche per l’ambiente che si viene a creare qui. Sai dico spesso che la mia linea di bottiglie mi rende molto orgoglioloso perchè ho cercato di renderla più completa e di qualità possibile al fine di soddisfare le molteplici esigenze dei nostri clienti;  ma il locale è formato da persone, dalle loro sensazioni, emozioni, musica. Le cose sono buone in base, anche, a quello che vivi.
 
Emanuela: Sì, si dà spesso per scontato che il buon prodotto dipenda unicamente dagli ingredienti e dalla loro lavorazione, ma quante volte capita che ci piaccia qualcosa e ci resti nel cuore per il particolare momento che stiamo vivendo? Capita con i profumi che riescono a evocarti il momento vissuto, con i sapori che ti portano improvvisamente bene e anche con la compagnia che, se piacevole, condizionerà sempre in meglio il momento che stai vivendo, e pure il piatto. Qui cerchiamo di fare un po’ tutto questo, partendo da ottime materie prime e da una accoglienza sempre sorridente.
 
Colazione rigenerante al mattino, cocktail per aperitivo o per chiudere la serata, ma anche una cucina buona (e a vista!)

Marco: Ho conosciuto Mattia a Edimburgo dove vivevamo entrambi per fare delle esperienze importanti ognuno nel proprio campo. Diciamo che ci siamo capiti subito e questo non è mai cambiato negli anni e nemmeno oggi che lavoriamo qui insieme e cerchiamo di metterci entrambi del “nostro”. Io ci provo in cucina, anche se devo essere sincero, il menù con il quale ci siamo presentati al pubblico è molto semplice, è un modo per farci conoscere e al contempo conoscere i gusti dei nostri clienti, capirli, scegliere la giusta strada e partire.
 
Mattia: Esatto sì, tutto il locale è partito in modalità “avanscoperta” della zona, dei suoi passati e dei suoi local. Stiamo testando e provando, facendo ogni giorno un passetto in avanti. Certo è che siamo partiti con piatti e cocktail molto basici, che però hanno lo scopo di un biglietto da visita: se riesco a sorprenderti con una tagliatella al ragù o con un americano beh, non è male non credi?
 
Gate – Cafè, Bistrot & Cocktail,
Via Giotto 47, Padova
Tel. 0495220704
 
 
Foto di Elisa Lucano
 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI

scritto da:

Anna Iraci

Nata a Padova qualche anno fa, appassionata di film gialli e pizza diavola, meglio se assieme. Giocatrice di pallavolo nel tempo libero e, nel restante, campionessa di pisolini. Saltuariamente (anche) studentessa. Da grande voglio scrivere, ma siccome essere grande è una rottura, intanto bevo Gin&Tonic. Con il Tanqueray però.

IN QUESTO ARTICOLO
POTREBBE INTERESSARTI:

10 consigli per un’estate sostenibile e contro lo spreco di cibo

Se lo spreco alimentare venisse ridotto del 50% entro il 2100, si potrebbe rimanere nel target di un aumento delle temperature di 2°C.

LEGGI.
×