Francesco e Davide, abbiamo incontrato le due anime dei Magazzini del Grano

Pubblicato il 27 maggio 2022

Francesco e Davide, abbiamo incontrato le due anime dei Magazzini del Grano

“La semplicità, fatta bene”. Ripetendo a se stessi questo mantra due giovani rampanti ma già molto esperti ristoratori come Francesco Durigon e Davide Peretto hanno creato i “Magazzini del Grano”. Dove l’articolo determinativo va rigorosamente declinato al plurale non solo per il nome del posto, ma anche e soprattutto per il suo concept: sono a tutti gli effetti due locali in uno.

L’ala iniziale, quella del plateatico, dove si trova il mixology “Al 18”, cocktail bar ideato per l’aperitivo e il dopocena; e poi la parte ristorante, specializzata nella carne, nell’interior design e con un plateatico difficilmente comparabile, in quel di Paese. Ma lasciamo che siano Davide e Francesco a spiegarci meglio i segreti dei “Magazzini del Grano”…


Davide, Francesco, come vi siete conosciuti?
D - La nostra storia professionale inizia una decina d’anni fa, sempre in un’esperienza lavorativa nella ristorazione. Francesco in cucina, io in sala. Lì ci siamo conosciuti.
F - Dopo qualche anno, poi, ci siamo ritrovati, grazie al nostro grande legame di amicizia. Nell’estate 2021 è nata l’idea di coltivare il nostro sogno personale: metterci in proprio, per i fatti nostri, e farlo in società.
 
E da lì vi siete messi alla ricerca della giusta opportunità…
D - Dopo aver valutato diversi locali, ci siamo innamorati di questo posto, in ragione della flessibilità nel lavoro da poterci fare. E’ infatti un locale diviso in due reparti: il concept del ristorante e l’ala iniziale, quella del plateatico, dove c’è il Mixology “Al 18”. Da una parte aperitivo e dopocena, dall’altra la cena.
F - Io tengo subito a sottolineare che non facciamo questo lavoro solo per business, ma per passione. Il nostro obiettivo è trasmettere questa passione al cliente, farlo sentire coccolato tra amici. Il nostro cliente ideale viene da noi per mangiare e bere bene sentendosi tranquillo, come se fosse a casa tra amici.
 
La passione si percepisce subito. Tutto è così variegato e armonizzato al tempo stesso…
D - Tutta la serata da noi puoi trascorrerla in sale diverse, tematiche, con colori e arredi differenti e dinamici. In un’intera sera qui da noi non ti stanchi mai. Ci siamo innamorati di questo posto per questo motivo, e poi della piazza, dove in estate possiamo fare tutto ciò che vogliamo tutto: 50 coperti dentro nella parte del ristorante, 20 posti a sedere in enoteca, e un’enorme piazza a nostra intera disposizione!


Veniamo in medias res: la proposta food e beverage. Cominciamo col cocktail bar Al 18!
F - Per la parte dell’aperitivo noi proponiamo una belle selezione di birre alla spina, e in bottiglia; una vermoutheria specializzati in una grande varietà di americani, completata da gin, whisky, drink, cocktail di vario genere; e poi una bella carta dei vini con una ventina di bolle, una quindicina di bianchi e circa 25 rossi. Tutto o quasi sempre in mescita.
 
Da come ne parlate, intuisco la soddisfazione per aver creato un’enoteca e cocktail bar in quest’ala del ristorante.

D - Assolutamente. L’abbiamo aperta in autunno, nella precedente gestione quella zona era usata come un deposito di sedie.
 
Andiamo alla parte food. Qual è il vostro concetto di ristorazione?
D - Il nostro motto è “Semplicità fatta bene”. Partiamo da idee semplici, realizzandole però con qualità, ricerca, e un occhio alla presentazione.
F - Siamo partiti da una base di prodotti tipici locali, quasi a chilometro zero. La carne di maiale la prendiamo da una allevatore qui di Paese; ad esempio…. Mma questo vale anche per il beverage! Le distillerie e le cantine, da Poli a Loredan Gasparini, ce le cerchiamo in zona, a meno ché ovviamente non si parli di rum e whisky.


Il menù che proponete è solo di terra. Niente mare.
F – Esattamente: il nostro menù incentrato sulla carne Tra le specialità abbiamo una selezione di 5 tartare che cambiamo periodicamente, come la battuta di manzo al naturale (sale e olio), la tartare di manzo classico alla francese, una tartare con fonduta di parmigiano, zucca arrostita e polvere di liquirizia, due tartare di vitello molto diverse tra loro.
D - Nel reparto “per iniziare” abbiamo anche proposte a base di formaggi molto particolari, tra cui le premiate meraviglie della Casearia Carpenedo, specialità vegetariane, polpettine venete caserecce impiattate con classe, affettati scelti… Insomma già qui c’è da sbizzarrirsi.
 
Vedo anche dei bei primi piatti.
F - Per quanto riguarda i primi siamo amanti della pasta fatta in casa, dalle tagliatelle agli gnocchi, dai ravioli ripieni ai risotti. In questo momento ci stiamo specializzando sui risotto con la tartare, di manzo e di vitello.
D – Naturalmente non manca mai almeno un piatto vegetariano, come ad esempio il tortello ripieno al gorgonzola con pesto di radicchio e noci.


E poi carne alla griglia, mi sembra di capire...
F - Ovviamente. E’ il nostro fiore all’occhiello. Picanha, costata, filetto, tagliata dry-aged 4.6 su scala Wagyu, fiorentine con 100 giorni di frollatura, e tante carni nobili “stagionali” molto ricercate che proponiamo solo in determinati periodi.
D - Uscendo poi dalla carne alla griglia abbiamo tre secondi piatti alternativi: guancetta brasata, ad esempio, ma anche qui pure una proposta vegetariana come le polpette di verdure al forno con crema di spinaci e maionese.
 
Non possiamo non chiudere parlando ovviamente dei vostri dolci fatti in casa.
F – ci mancherebbe altro! Dall’immancabile tiramisù di Treviso ai cantucci da abbinare col vin santo, e tanto altro.
D – Il nostro orgoglio rimane però la la selezione di formaggi declinata in modalità di dessert, forte di chicche come l’erborinato Capodistato da servire assieme alla grappa!



Magazzini del Grano
Piazza Quaglia, 18 - 20 - Paese (TV)
Tel: 04221783376.
 

  • GLI ADDETTI AI LAVORI
  • APERITIVO
  • RISTORANTE DI CARNE

scritto da:

Alvise Salice

Con lo pseudonimo di Kintor racconto da anni i miei intrattenimenti. Sport e hi-tech gli amori di gioventù; mentre oggi trovo che viaggiare alla ricerca di culture, gusti e sapori della terra sia la cosa più bella che c'è. O magari la seconda, via.

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