Otranto: uno dei borghi più belli d'Italia

Pubblicato il 10 maggio 2022

Otranto: uno dei borghi più belli d'Italia

Definita la “Porta d’Oriente”, questa bellissima città fortificata, con il suo impareggiabile mix di stili, ha da sempre costituito un punto d’incontro tra le civiltà del Mediterraneo.

La straordinaria posizione geografica, però, ha sempre rappresentato anche un’arma a doppio taglio, una grande opportunità ma anche una minaccia: i libri di storia infatti ci raccontano come questo luogo sia spesso stata teatro di invasioni e conflitti mirati all’occupazione della zona.
Andiamo allora a scoprire insieme uno dei borghi più belli d’Italia, un territorio bagnato da spiagge caraibiche e illuminato ogni giorno dai primi raggi del sole, un luogo ricco di storia, arte e cultura che, ne sono certa, ha già un posto d’onore nei vostri cuori.

Da dove cominciamo? Bè, ormai avrete imparato a conoscermi, nessun viaggio ha inizio senza una buona colazione, perciò inizio la giornata con uno squisito pasticciotto da Pasticceria Merola.

Best pasticciotto in town 


A pochi passi da Porta Terra, porta di accesso per il centro storico per i viaggiatori che arrivavano via terra, questa moderna pasticceria saprà come soddisfare ogni vostro desiderio mattutino.
Siamo nel Salento, la terra del sole, del mare e… dei pasticciotti! Perciò la mia scelta non potrà che ricadere su questi ultimi. Di gusti da provare ce ne sono tantissimi: dal classico con crema pasticciera, al mandorlato all’amarena, cioccolato e fichi, fino al mio preferito, quello con ricotta e cioccolato. Il segreto di tanta bontà? Materie prime di altissima qualità e tanta passione.
Pasticceria Merola – Via Vittorio Emanuele, 14 – Otranto – Tel. 327.7948791

Proprio da Porta Terra, che si apre lungo un bastione di epoca napoleonica vicino alla Torre Alfonsina, facciamo il nostro ingresso nel centro storico, come i mercanti di un tempo alla ricerca di artigianato locale, specializzato nella lavorazione della porpora e dei tessuti.
Qui, ogni anno, durante la processione dedicata a San Francesco da Paola, si ripropone un antico rito che risale al 1600: il sindaco consegna la chiave della città al Santo, la stessa chiave che il podestà dell’epoca consegnò all’arrivo della statua in legno.
D’altronde la nostra è una terra folkloristica, ricca di riti e tradizioni che è importante tramandare nel tempo e custodire gelosamente.

Il cuore del borgo

Attraversando una seconda porta, Porta Alfonsina, capolavoro di architettura militare, entriamo nel cuore della città fortificata, un dedalo di deliziose viuzze con candide case bianche e vicoletti lastricati, ricchi di palazzi storici e numerosi negozietti di artigianato.
Vicino ai portoni di alcune case noterete delle grosse palle di granito, catapultate dalle bombarde saracene nel 1480. Giacciono ancora lì, a ricordarci la grande tragedia che colpì gli otrantini. 

I turchi e il mosaico più grande d'Europa

Un altro luogo di iconica bellezza e intriso di storia è senza ombra di dubbio la cattedrale di Santa Maria Annunziata. Simbolo della città, questa meravigliosa cattedrale domina Piazza Basilica, conciliando in maniera armonica elementi bizantini, romanici e gotici. Testimone di tutti gli eventi storici che caratterizzarono la storia del paese dal 1068, fu protagonista di uno dei momenti più bui della popolazione idruntina.

[i][Qualche cenno storico] [/i]Il 28 luglio del 1480 la città di Otranto fu assalita da una flotta turca comandata da Gedik Ahmed Pascià. Gli aragonesi, inermi di fronte all’ondata turca si ritirano e l’11 agosto le milizie musulmane entrarono all’interno delle mura, massacrando la popolazione per tre giorni, compreso il vescovo Stefano Pendinelli, ucciso proprio nella cattedrale.
Il 14 agosto poi, il generale ottomano ordinò di rastrellare tutti i superstiti di sesso maschile e di età superiore ai 15 anni. Furono circa 800 a cui fu chiesto di scegliere tra l’apostasia e la decapitazione.
Come ben saprete, scelsero la seconda opzione e allora, a gruppi di cinquanta, i prigionieri furono portati sulla collina detta “di Minerva”, oggi chiamata “Collina dei Martiri” e vennero decapitati. I loro corpi furono lasciati insepolti per un anno, fino al 15 agosto del 1481, quando, riconquistata la città dai cristiani, si poté finalmente onorare i loro resti, santificandoli in blocco nel 1983.

Perché vi ho raccontato questa triste storia? Perché è fortemente legata a questa cattedrale.
Infatti, anche lei fu “mutilata”, convertita in moschea dagli invasori e privata di tutti gli affreschi realizzati dai pittori cristiani. Per fortuna nel 1481 fu completamente restaurata aderendo ai principi dell’iconografia cristiana.
Sulla facciata ci dà il benvenuto un bellissimo portale barocco risalente al 1764 sovrastato da un rosone rinascimentale formato da 16 colonnine in pietra leccese. Ma i veri tesori ci aspettano all’interno.


Primo tra tutti l’inimitabile mosaico sul pavimento realizzato dal monaco brasiliano Pantaleone, espressione del romanico pugliese e considerato il più grande d’Europa, composto da oltre 600.000 pezzi. Questo raffigura “l’albero della vita”, origine simbolica del creato.
Al di sotto dell’abside poi si cela un altro mondo, ovvero la splendida cripta del XI secolo decorata da pitture bizantine e sorretta da ben 72 con capitelli appartenenti a vari stili.
Inoltre sulla navata destra sono conservati in 7 grandi teche i resti degli 800 martiri di cui abbiamo parlato prima e, proprio dietro l’altare è deposto, invece, il sasso utilizzato per la decapitazione dei martiri.

Il Diavolicchio paradisiaco

 


Dopo questo salto temporale, tra arte, storia e bellezza, quello che ci vorrebbe è un paradiso bucolico, per rigenerare corpo e mente prima di continuare il nostro tour. A soli 700 metri dal centro abitato, Il Diavolicchio Goloso è proprio il posto che cercavo.
Questo delizioso ristorante, completamente immerso nella natura e arricchito dai colori vivaci di ben 54 piante di peperoncino (da qui il nome del locale), è una vera oasi di pace, dove godere dei piaceri della buona tavola in un’atmosfera genuina e familiare.
Materia prima di altissima qualità e a km 0, una cucina tipica ma rivisitata ad arte ed un servizio impeccabile e gioviale: amore a prima vista!
Un consiglio? Assaggiate l’ostrica disidratata su base di taralli, purè di fave verdi e aria di caciocavallo. Emozionante.
Il Diavolicchio Goloso – Via Mammacasella snc – Otranto – Tel. 3296352788

Il guardiano della città

Rientrando nel centro storico, come un vigile guardiano della città, il Castello Aragonese si staglia verso in cielo in tutta la sua maestosità, guardando ad Oriente in ricordo degli attacchi saraceni.
Oggi importante contenitore culturale, il castello, conosciuto anche come “Forte a Mare” fu edificato nel 1485 per volere di Alfonso d’Aragona, ma per l’aspetto attuale dobbiamo ringraziare i viceré spagnoli, che lo trasformarono in un capolavoro di architettura militare.
Le quattro torri, l’ampio fossato e il ponte levatoio non lasciarono indifferente nemmeno l’importante romanziere gotico Horace Walpole che, incantato da tanta bellezza e mistero gli dedicò il titolo della sua opera, considerata tra l’altro il primo romanzo gotico della storia.
Tra le camere più belle del forte non si può non menzionare la Sala Triangolare: le pareti al suo interno sono impreziosite da pietre disposte a spina di pesce.
Come ogni castello che si rispetti, anche qui non mancano le leggende. Si dice che il castello sia infestato da due fantasmi: il fantasma senza testa di Giulio Antonio Acquaviva, conte di Conversano ucciso dai turchi nel 1981 e quello di un comandante spagnolo, il quale dopo aver perso la moglie cadde in preda alla pazzia. Si narra che ancora oggi l’uomo torni a piangere sulla tomba dell’amata all’interno del castello.
Chissà, magari tra il dolce suono delle onde riuscirete anche voi a cogliere il suo pianto.

Un salto su Marte


Dopo i fantasmi, adesso vorrei portarvi a fare un viaggio extraterrestre.
Che ne dite di andare su Marte?
A pochissimi km dal centro della città, si trova uno dei posti più suggestivi del Salento: la Cava di Bauxite.
Sito di estrazione della bauxite dal 1940 al 1976, successivamente all’abbandono la natura ha deciso di dare spettacolo: infatti le infiltrazioni di acqua hanno creato nel cratere della cava un bellissimo laghetto color verde smeraldo che, a contrasto con il territorio circostante color rosso intenso (sempre per la presenza del minerale), crea un gioco di colori surreale e scenografico, quasi marziano. Attenzione: sebbene affascinante, il lago non è balneabile!

Faro di Punta Palascia


Continuiamo sulla stessa strada fino a raggiungere il gioiello di Otranto, il punto più a est d’Italia: il Faro di Punta Palascia, meravigliosa struttura architettonica, recentemente ristrutturata e tutelata dalla Commissione Europea.
Fatevi un regalo. Salite sulla terrazza del faro e godetevi uno dei panorami più belli e romantici: davanti a voi, come un dipinto, l’infinita distesa del mare nel punto in cui si incontrano mar Ionio e mar Adriatico. Magia.

Aperitivo, pani, pesci e fantasia


Dopo essere tornata sulla terra, il fuso orario marziano mi dice che è l’ora dell’aperitivo.
Passeggiando tra le viuzze, un localino grazioso con l’iconica luminaria pugliese (in questo caso a forma di pesce) aveva attirato la mia attenzione. Si tratta di Sofish.
Il menù è talmente invitante che ordinerei tutto, dalla frittura di polpo, ai panini di mare, alle tartare, ma decido di restare “light” scegliendo una gustosa frisa di mare con frisa d’orzo, tartare di tonno fresco, stracciatella profumata agli agrumi, concassè di San Marzano, basilico fresco, olio evo e citronette al limone. Divina.
Sofish – Pani e Pesci – Corso Garibaldi, 39 – Otranto – Tel. 3334192000

Ed ora, di nuovo in marcia, c’è tantissimo ancora da vedere.
La passeggiata continua sul Bastione dei Pelasgi, uno dei punti più suggestivi della città, dove godere del miglior panorama sul porto.
Sempre qui troviamo il bellissimo Palazzo de Mori, antica dimora storica appartenuta al nobile Michele Leondari, uno degli 800 martiri caduto per difendere la sua città dall’invasione dei Saraceni.

L'albero della vita e del gusto


Adesso è il momento di lasciarsi travolgere dal fascino del centro storico al tramonto e perdersi nei bellissimi vicoletti imbiancati, fino a raggiungere lo splendido giardino scelto per la cena, Arbor Vitae.
Non un giardino qualsiasi, ma un giardino segreto, elegante e suggestivo, nel cuore di Otranto ma lontano dal caos, dove l’autentico sapore del mare viene esaltato dalle sapienti mani di Sirio Paiano.
La sala a cielo aperto è straordinaria: al centro campeggia un carrubo, simbolo di rinascita e di vita, al quale, insieme al famoso mosaico della cattedrale di Santa Maria Annunziata, è dedicato il locale stesso. L’albero della vita. Un omaggio che Sirio e Valentina, regina di ospitalità, hanno voluto dedicare alla città che ha dato loro speranza e successo.
Il menù sempre in evoluzione, proprio come lo scorrere delle stagioni, regala delle vere e proprie esplosioni di gusto. Come le orecchiette al grano arso, burro, alici di Cetara, polpa di cime di rapa e crumble alla curcuma, oppure gli spaghetti ai ricci con bottarga di muggine.
Sapori genuini e creativi, proprio come piace a me.
Arbor Vitae – Via G.M. Laggetto, 38 – Otranto – Tel. 0836806816

La serata volge al termine, ma che buonanotte sarebbe senza un buon drink vista mare?

Drink al chiaro di luna


Scendendo sull’antico molo della città, il Maestrale fonde il dolce suono delle onde ad una ricercata selezione musicale. Qui bere un cocktail diventa un’esperienza che profuma di mare. Per me un americano al chiaro di luna, grazie.
Maestrale – Molo, Via SS. Martiri – Otranto – Tel. 3206137590

“Otranto è l’anagramma di tornato. Questo è un luogo dove si ritorna sempre, che ti rimane sempre addosso come una bellissima memoria.”

Il tour #TURISTAPERCASA di DestinazioneAvventura.it (il nome nasce dall’idea che si può essere turisti anche “a casa” propria, raccontando il proprio territorio come farebbe un turista ma con consigli da insider), oggi vi porta in una delle perle del Salento, il punto più a oriente del Tacco d’Italia: Otranto.


Immagine di copertina a cura di Francesca Rollo
Immagini interne tratte dalla pagine Facebook dei rispettivi locali
Immagine de Il Diavolicchio Goloso e Arbor Vitae a cura di Francesca Rollo

 

  • ANDARE PER BORGHI
  • TURISMO

scritto da:

Samantha Centonze

Appassionata di viaggi, sommelier e affamata di avventura. Coniuga la passione per i viaggi e per la scrittura su destinazioneavventura.it, progetto di comunicazione che promuove itinerari creativi e location imperdibili in giro per il mondo.

IN QUESTO ARTICOLO
×